Italia digitale: Percentuali e cifre sullo stato di digilizzazione in Italia.

Oggi, con una popolazione mondiale di quasi 7,5 milliardi, 3,7 miliardi di persone (il 50%) hanno accesso ad Internet, mente 2,8 miliardi (il 37%) sono utenti attivi sui social network.

L'utilizzo e la penetrazione di Internet e dei Social Media crescono a ritmi esponenziali. Lo studio condotto annualmente da We Are Social ha messo in evidenza come, a gennaio di quest’anno, ci fossero 354 milioni (+10%) di utenti Internet in più rispetto al 2016 e ben 482 milioni di nuovi utilizzatori dei Social (+21%). Il dato più significativo, però, è rappresentato dalla crescita degli utenti che accedono ai Social da mobile: 581 milioni in più in un anno, il 30% circa.

Di pari passo procede anche la crescita globale dell’accesso ad Internet da smartphone, + 30%, a discapito invece dell’accesso “classico” da PC (-20%) e da tablet device (-5%). Un dato che sorprende, invece, è la forte crescita dell’accesso da dispositivi diversi da quelli menzionati, come ad esempio Smart TV e Consolle, che segnano un +33%.

L'Italia invece non segue i ritmi globali, anche perché la penetrazione digitale è stata in forte ascesa negli ultimi 5 anni e ha di recente subito un assestamento. Dei dati interessanti, però, sono quelli relativi a frequenza e intensità di uso di Internet, da parte degli italiani. Sempre We Are Social, nel suo report annuale, dimostra che l’utilizzo quotidiano medio di Internet via PC o Tablet è di 6 ore e 10 minuti. Mentre quello via smartphone è di 2 ore e 8 minuti. La televisione è la vera star in declino, con una fruizione quotidiana media precipitata, negli ultimi anni, a 2 ore e 25 minuti.

Questi dati e tanti altri sono estremamente importanti per capire come meglio investire le risorse a disposizione per promuovere la propria azienda. Vi invitiamo a leggere e analizzare l’intero studio di We Are Social e a trarne le conclusioni più utili.

Leggete il report al completo oppure scaricatelo. Realizzato a cura di We Are Social. 

 

 


Attenzione al vostro sito web! Ecco le 5 violazioni delle regole Google da evitare. 

Per i proprietari e/o i gestori di siti web, ci sono molti percorsi da poter seguire per ottimizzare il marketing online. Dal SEO al PPC, dal marketing dei contenuti al marketing sui social network: di alternative per raggiungere i tuoi obiettivi ce ne sono in abbondanza. Tuttavia, queste opzioni e le opportunità per il tuo sito web hanno delle regole da seguire che, se non rispettate, possono portare il tuo sito in cattive acque.

Se stai leggendo questo post e quello che dico vale anche per te, allora Google è il giusto motore di ricerca per individuare la corretta strategia per il tuo marketing.

Per quanto riguarda il SEO e la gestione generale del sito, Google ha delle regole sviluppate attentamente che continuano ad evolversi nel tempo. Le linee guida che Google adotta per la gestione dei siti web sono precise ed accurate, per far sì che l'utente abbia la miglior esperienza possibile e l'informazione più corretta.  Nello stesso tempo, impedisce a qualsiasi sito o marca di "imbrogliare" gli utenti con delle informazioni “fake”.

Attenzione alle violazioni di Google

Detto questo, ci sono molti casi di aziende che finiscono nella black list di Google o che subiscono una penalità senza capirne il perché. Probabilmente hai già sentito storie come questa da proprietari di siti web che hanno subìto un drastico calo di posizionamento del proprio sito, senza però rendersi conto che si trattava di violazione di regole, associando invece la situazione all’aggiornamento dell'algoritmo di Google.

Un numero elevato di proprietari di siti web era assolutamente ignaro di cosa avesse portato il proprio sito nella black list di Google.

La lista di motivazioni che possono portare il tuo sito web ad essere contrassegnato negativamente da Google è lunga. Tuttavia ci sono alcune situazioni comuni che portano le imprese a finire nella black list.

Eccone alcune.

Black Hat SEO

Uno dei problemi più comuni che mette il sito in repentaglio è il Black Hat SEO, ossia "pratiche oscure" come la riproduzione di parole chiave con testo nascosto, l'utilizzo di link farm (molti link all’interno del sito) e tanto altro. In breve, le pratiche SEO dette Black Hat cercano di girare attorno alle regole Google per ottenere i risultati SEO voluti ma in brevissimo tempo. Come già accennato, non ci sono scorciatoie quando si tratta di SEO e adottare una pratica che tenta di raggirarlo molto probabilmente ti metterà nei guai. Purtroppo, alcune società si affidano ad aziende che si definiscono esperte SEO ma nel tempo scoprono a loro spese che in realtà il risultato raggiunto è associato ad una delle suddette pratiche. Come regola, i proprietari di siti web e i manager devono conoscere il Black Hat SEO, in modo da capire i comportamenti da evitare.

Contenuti duplicati

Molti proprietari e gestori di siti web non si rendono conto della pericolosità dei contenuti duplicati. Di solito succede ai siti di e-commerce con centinaia di inserzioni, dove può risultare difficile trovare contenuti univoci per più prodotti. Tuttavia, agli occhi di Google, i contenuti duplicati corrispondono a informazioni di scarsa qualità o meno utili per gli utenti. È un lavoro difficile, ma i testi sul tuo sito web dovrebbero essere unici per ogni pagina.

Eccessivo blogging degli ospiti

Google recentemente ha pubblicato un avviso sull'abuso del posting degli ospiti al fine di ottenere collegamenti. Google considera violazioni delle sue linee guida tutti i casi di pubblicazione di uno stesso articolo su più siti o il posting di ospiti con contenuti di bassa qualità. Per i blogger, in particolare, è importante concentrarsi sulla costruzione di relazioni che aprono opportunità preziose ai propri ospiti.

Velocità lenta / performance bassa

Questo è un aspetto molto importante, perché Google regolarmente indicizza i siti basandosi sulla loro funzionalità e accessibilità. Avere un sito non mobile-ready o avere un sito dalla difficile navigazione non permette allo stesso di posizionarsi tra primi risultati di ricerca su Google. Adesso sappiamo che la velocità delle pagine, la mobilità e la facilità di navigazione sul tuo sito web sono gestiti da Google come algoritmi. Bisogna pertanto verificare costantemente attraverso diversi test l’accessibilità del sito web.

Siti Web Hackerati

La sicurezza è un fattore importante per Google. Vuole assicurarsi che le informazioni sui siti web visitati dagli utenti siano sicure. I siti hackerati sono aumentati del 32% nell'anno scorso, presentando una minaccia significativa per le prestazioni e il successo dei siti web, nonché per la sicurezza degli utenti. Garantire la sicurezza del proprio sito web è un passo importante e necessario che tutti dovrebbero considerare se intendono posizionarsi nella top 10 di Google. Dalle pratiche semplici all'implementazione dell'autenticazione a due passaggi. È tuo dovere rendere il tuo sito web sicuro, per non subire le penalità dell'algoritmo Google.

Un’agenzia specializzata potrebbe essere un’ottima soluzione per evitare imprevisti che potrebbero danneggiare l'immagine della tua azienda.